Ultima modifica: 25 ottobre 2016

Studiare bene senza averne voglia

 CORSO PER STUDENTI

Studiare bene senza averne voglia”

counselling

Proposta:

Il corso prende spunto dall’omonimo volume di M.V.Masoni (Erickson 2001), adottandone le tecniche illustrate e adattandole alle concrete situazioni e allo stile comunicativo dei gruppi di alunni coinvolti.
Destinatari: gruppi di sei alunni per corso, scelti tra gli studenti della scuola secondaria di primo grado, sulla base della loro spontanea adesione.
Modalità di diffusione del progetto: distribuzione di un apposito volantino
Descrizione del progetto:

Il corso si propone di modificare l’idea che lo studente ha di sé come di colui che “va male a scuola” perché “non ha voglia di studiare” o “non ha le capacità”. Queste frasi, ancora molto diffuse nella scuola di oggi, etichettano lo studente come “svogliato” e “incapace” e gli forniscono un’idea di sé che appare immodificabile quanto più è rafforzata dagli altri, insegnanti e genitori, costituendo quasi un alibi per non sforzarsi di superare le difficoltà e studiare. Il corso, dopo aver fatto venire alla luce le premesse che impediscono allo studente uno studio efficace, cerca di fornirgli degli strumenti per cambiare, offrendogli un’ottica diversa: studiare ed avere un buon rendimento scolastico rende la vita più gratificante e priva dei problemi che accompagnano, invece, il non studio.
Obiettivi:

·         incrementare l’autostima e il benessere degli studenti;

·         stimolare le risorse dell’alunno al fine di favorire lo sviluppo di una motivazione e di un atteggiamento mentale che portino al successo scolastico;

·         favorire la conoscenza del proprio stile cognitivo e delle proprie modalità di apprendimento, affinché lo studente sia in grado di mettere in atto strumenti operativi efficaci per lo sviluppo di un metodo di studio autonomo.
Attivita’

ACCOGLIENZA: colloquio con il gruppo di studenti per la definizione di quello che, per ognuno di loro, rappresenta il problema alla base della richiesta d’aiuto.

VISIONE DEL PROBLEMA COME COMPITO PESANTE: l’attività si basa sulla premessa che il problema sia solo una modalità messa in atto per ottenere o evitare qualcosa. Si pone l’accento su ciò che accade nella vita dello studente dopo che il comportamento-problema è stato “messo in atto”. Quest’ultimo si risolverà conducendo l’interlocutore a scoprire che avere il problema significa anche dovere seguire operazioni più onerose rispetto ai “vantaggi” che esso gli procura.

CREAZIONE DI UN MODELLO: ricostruzione di un episodio in cui il ragazzo si è accorto di aver messo in atto il comportamento adeguato. Il ragazzo immaginerà, poi, di trasferire nel presente quelle qualità che gli hanno consentito il successo nell’occasione rievocata.

LA MACCHINA DEL TEMPO: lo studente immagina ed esplora, con l’aiuto del gruppo, un futuro in cui siano scomparse le attuali difficoltà scolastiche.

CONTROINGIUNZIONI: si leggono allo studente una serie di ingiunzioni negative tipiche della nostra società e gli si chiede di scrivere quelle che riconosce valide per il proprio caso. Si dettano, poi, al ragazzo una serie di ingiunzioni positive che, cioè, permettono di fare ciò che quelle negative proibivano, con la consegna di leggerle almeno due volte al giorno, alla mattina e alla sera..
Durata del progetto:  tre incontri da due ore
Conduttrice del corso: prof.ssa Diletta Papa, insegnante e counselor ad indirizzo sistemico e socio-costruzionista (L. 4/2013).
Descrizione delle metodologie di controllo del corso: verifica dei risultati conseguiti dopo un paio di mesi dal corso e confronto con gli studenti partecipanti e con i docenti del Consiglio di classe.