Ultima modifica: 25 ottobre 2016

progetto bullismo

BULLY’S RAP

cyberbullismo

In realtà, l’etimologia del termine bullismo è da ricondursi all’olandese boel = fratello, successivamente trasformatosi in area anglosassone in bully che, in origine, significava tesoro (rivolto a persona). Quindi, il termine bullo, da cui bullismo, non aveva un’accezione negativa, anzi, da originario sinonimo di “bravo ragazzo”, si è capovolto fino a trasformarsi in sinonimo di “molestatore di deboli”. Per questo il titolo rimanda all’obiettivo primario del progetto, che consiste nel ritorno al significato originario del termine, e dunque nel cambiamento di ruolo del bullo, che torna ad essere un “tesoro”.

Inoltre il titolo del progetto sarà lo stesso della canzone prodotta dagli studenti.

 

PREMESSA E ANALISI DEL CONTESTO

 

Il bullismo è una reiterata prepotenza o prevaricazione da parte di un soggetto “più forte” ai danni di uno “più debole”. La violenza perpetrata può essere di tipo fisico, verbale, sociale ed elettronico. Tutte le manifestazioni comportamentali e socio relazionali che hanno queste caratteristiche, se compiute da ragazzi o bambini, vanno considerate come forme di bullismo. Può essere una conseguenza di diversi fattori, quali classi o scuole numerose e multietniche, atteggiamenti competitivi messi in atto dai ragazzi per ottenere la promozione, o ancora l’aspetto esteriore; ma anche l’atteggiamento degli insegnanti e i rituali della classe possono incrementare il fenomeno.

Le “vittime” spesso presentano: atteggiamenti ansiogeni, insicuri, prudenti; soffrono di scarsa autostima e hanno una visione negativa di se stessi. I “bulli” sono invece tendenzialmente aggressivi, non solo verso i coetanei, ma anche verso gli adulti,  tendono ad essere impulsivi e sentono il bisogno di dominare.

Il bullo non agisce da solo: alcuni compagni svolgono un ruolo di rinforzo, altri formano il pubblico che incita e sostiene.

Il fenomeno spesso rischia di sfociare in veri e propri comportamenti antisociali ed è strettamente legato all’utilizzo di strategie autoassolutorie, definite da Bandura (1986) “Meccanismi di disimpegno morale”.

Trattasi di un fenomeno sociale che ancor oggi non trova riscontro in ambito giuridico come reato specifico. Per questa ragione, risulta importante occuparsi di questo fenomeno, solitamente fonte e sintomo di malessere, temporaneo o a volte duraturo, sia per le vittime, coloro che subiscono, che per i bulli, ossia coloro che perpetrano la violenza.

Il Cyberbullismo o Bullismo online è una sottospecie del macrofenomeno che sta ad indicare un tipo di violenza continua, ripetuta e sistematica attuata mediante la rete. Ad oggi è la categoria più diffusa a causa del largo uso di social e altri strumenti di socializzazione offerti dal web.

Nonostante l’attenzione verso il fenomeno sia alta, il Bullismo e il Cyberbullismo non sono semplici da quantificare. Troppo spesso i casi non vengono alla luce per diverse ragioni, soprattutto di natura psicologica. Rispetto ai parametri di sesso ed età, è possibile affermare che il fenomeno riguarda entrambi i sessi e diminuisca con l’aumentare dell’età.

Passando in rassegna alcuni dati statistici è possibile dedurre che si tratti di una realtà in crescita: secondo i dati raccolti dal Telefono Azzurro nel biennio 2013 – 2014, a fronte di un totale di 3.333 consulenze, le situazioni di Bullismo e Cyberbullismo riferite ammontano a 485 segnalazioni, circa il 14,6% del totale.

Analizzando l’andamento annuale degli interventi dell’associazione che riguardano questi episodi, si osserva un aumento dal 2012, in cui è stato registrato l’8,4%, ad oggi con il 16,5%.

Secondo l’indagine “Osservatorio adolescenti” presentata da Telefono Azzurro e Donakids nel mese di novembre 2014, condotta su oltre 1500 studenti di scuole italiane di età compresa tra 11 e 19 anni, il 34,7% dei ragazzi ammette di aver assistito o di essere stato vittima di episodi di Bullismo.

Ecco perché sempre più numerosi sono gli interventi attuati in ambito scolastico, soprattutto a scopo preventivo.

Nella scuola oggi è riscontrabile sempre più la presenza di fenomeni di Bullismo, che compromettono la qualità delle interazioni, inducono un clima di tensione e influiscono negativamente sul rendimento scolastico degli allievi, oltre ad avere un grosso impatto sulla qualità della vita e sul benessere emozionale in classe.

 

 

 

 

BENEFICIARI O TARGET

 

Il suddetto progetto è stato realizzato ad hoc per l’ISTITUTO COMPRENSIVO  di Maglie (LE), ed in particolar modo per gli studenti e gli insegnanti facenti parte del 1° anno della Scuola Secondaria di Primo Grado, che ad oggi si struttura in due sedi: Via Manzoni n.2 e Piazza Bachelet. La struttura consta di 51 insegnanti, di cui 9 per l’insegnamento agli alunni in situazioni di handicap. Ogni anno è ripartito in 8 sezioni: A, B, C, D, E, F, G, H.

 

OBIETTIVI

 

Esistono diversi programmi antibullismo, che si differenziano per vari aspetti. Tutti però concordano su tre punti ritenuti essenziali:

1.      Il primo passo di qualsiasi intervento deve consistere nel promuovere la consapevolezza del problema tra gli insegnanti, gli studenti e, possibilmente, anche tra i genitori. Solo in questo modo infatti verranno mobilitate tutte le risorse necessarie a contrastare il fenomeno del Bullismo. A tal fine sono generalmente utilizzate conferenze, gruppi di discussione, materiale informativo … ecc.

2.      L’approccio al Bullismo deve essere sistematico e globale, coinvolgendo la realtà scolastica in tutte le sue componenti. In altri termini, come il Bullismo è un fenomeno organizzato, così anche la risposta della scuola deve essere sistematica. L’azione del singolo insegnante rischia di essere del tutto improduttiva, almeno nel medio e lungo termine.

3.      Infine, è riconosciuta come necessaria una qualche forma di preparazione degli insegnanti e spesso anche del personale non docente per quanto riguarda le modalità utili a riconoscere il bullismo e a intervenire su di esso. In alcuni casi si tratta di veri e propri training formativi, mentre in altri casi si prevedono delle esperienze più informali.

 

RISULTATI ATTESI

 

1.      Riduzione significativa dei comportamenti aggressivi, in base ad un rigoroso disegno sperimentale.

2.      Mantenimento degli effetti per almeno un anno.

3.      Replicazione del programma in più contesti.

4.      Adesione e buona riuscita del laboratorio musicale.

5.      Sensibilizzazione al fenomeno.

6.      Affluenza allo Sportello d’Ascolto.

 

VINCOLI

 

Rispettare i tempi previsti dal progetto; rientrare nel budget previsto dal progetto; motivazione e disponibilità dei partecipanti; preparazione specifica degli operatori;  orario e calendario scolastico; partecipazione attiva alle diverse fasi del progetto da parte dei soggetti coinvolti (insegnanti – allievi).

 

METODOLOGIA

 

Ogni progetto dedicato ai fenomeni del Bullismo e Cyberbullismo deve contenere alcune caratteristiche chiave, che aiutino gli operatori a trattare il problema nel migliore dei modi attraverso una angolatura psicologica, nonché un inquadramento teorico. In questo caso, il progetto presentato ruota attorno alle Teorie umanistico esistenziali di Maslow e Rogers, i quali individuano nel bisogno di crescita e affermazione le principali spinte del comportamento umano e nell’alta autostima il presupposto fondamentale dell’equilibrio. Il loro modello si basa su alcune modalità operative per favorire rapporti e comunicazione e stimolare l’autoempowerment (autostima, autoefficacia e problem solving).

Le caratteristiche chiave del suddetto progetto sono:

1.      Approccio preventivo  e centrato sulla crisi: il nostro programma si pone lo scopo di fornire agli allievi abilità relazionali, comunicative ed emotive di tipo pro sociale. In questo modo si cerca di ridurre il numero di ragazzi che ricorrono all’aggressività come mezzo di risoluzione dei conflitti interpersonali. Si cerca inoltre di potenziare le capacità di autodifesa della vittima. Allo stesso tempo il programma è orientato al problema, tosto che include strategie utili da utilizzare nel momento in cui si manifestano il comportamento aggressivo e il Bullismo.

2.      Focus individuale e collettivo: il programma è pensato per lavorare sui protagonisti del fenomeno, ossia bulli e vittime, ma attraverso un approccio collettivo che sfrutti il gruppo classe, che da spettatore passivo diventa possibile difensore della vittima, attraverso un lavoro di responsabilizzazione.

3.      Curricularità: il programma non è pensato come slegato dalla normale attività didattica, ma viene sottolineata la necessità di includere gli interventi antibullismo all’interno della normale programmazione curriculare della classe e della scuola.

4.      Ruolo dell’insegnante e dell’allievo: il coinvolgimento del corpo docente è considerato una tappa irrinunciabile di un qualsiasi programma antibullismo, cui verranno assegnati compiti di monitoraggio e intervento in caso di crisi. Altrettanto necessario è lo sfruttamento di risorse interne al gruppo classe, rappresentate da allievi empatici e con maggiori capacità assertive.

5.      Modello abilitativo: il nostro progetto predilige un approccio finalizzato a trasmettere ai ragazzi abilità pro sociali, empatiche e di autoregolazione emozionale. L’obiettivo è quello di ridurre il bullismo agendo dall’interno del ragazzo (ossia promuovendo le sue abilità) piuttosto che dall’esterno (prevedendo regole e punizioni).

 

ATTIVITà E FASI

 

FASE 1.: analisi del problema a scuola.

In questa fase, che si svolgerà lungo l’arco della prima settimana di incontro, verrà somministrato a tutti gli insegnanti della scuola un questionario anonimo costruito ad hoc, che permette: la rapida raccolta di una grande quantità di dati; la standardizzazione degli stessi nonché il mantenimento dell’anonimato.

La fase inoltre prevede uno colloquio individuale con gli insegnanti costituenti il corpo docente per la raccolta e il coinvolgimento del loro punto di vista in relazione al problema.

Questa fase di conoscenza permette: di avere una visione ad ampio raggio del fenomeno per come si verifica all’interno della struttura nei suoi aspetti qualitativi e quantitativi; di fornire una stima iniziale del problema; di agire come un potente motivatore al cambiamento per tutte le componenti scolastiche.

FASE 2.: sensibilizzazione al fenomeno.

Questa fase è strutturata in ragione dei seguenti obiettivi: diffondere conoscenze corrette sul bullismo, confutando falsi miti e credenze; motivare una partecipazione allargata da parte di insegnanti e allievi; presentare il percorso antibullismo che si vuole intraprendere; implementare la comunicazione alunno-insegnante; favorire l’acquisizione da parte degli insegnanti di modelli relazionali adeguati nei confronti degli allievi.

Per la realizzazione di tali obiettivi la fase prevede un paio di incontri con ogni classe dell’istituto in cui verranno attuate le seguenti attività:

–          mini conferenze da tenere nelle singole classi con la partecipazione degli insegnanti, in cui gli esperti psicologi, attraverso delle slides preparate ad hoc, affrontano i temi di: le regole a scuola; definizione del bullismo; strategie di prevenzione; modalità di rilevazione; modalità di risposta;

–          gruppi di discussione che prevedano il coinvolgimento diretto di insegnanti e allievi, da tenere nelle singole classi, e da attuare in un’ottica interattiva;

–          attività di problem solving, per trasmettere agli allievi delle abilità attraverso cui analizzare, ridefinire e affrontare razionalmente un problema;

–          attività di role playing, strategia che richiede agli allievi una analisi razionale del problema e delle possibili soluzioni, in modo tale da potenziare le abilità di riflessione, soprattutto attraverso il canale verbale ed emotivo.

Per l’attuazione di questa fase verranno impiegati circa 3 mesi dell’anno scolastico.

FASE 3.: laboratorio creativo.

–          Laboratorio musicale in cui i ragazzi vengono raggruppati in base all’attitudine personale (musicisti, cantanti, autori, video-maker), finalizzato alla produzione di un video musicale incentrato sul tema del bullismo.

In questa fase verranno promossi i seguenti obiettivi: aumentare l’autostima dei destinatari dell’intervento; sviluppare sentimenti di rispetto per sé e per il prossimo; migliorare la comunicazione tra pari e la collaborazione per il raggiungimento di un fine comune.

Per questa fase è prevista la durata di 7 mesi.

Inoltre sarà proposto agli allievi la visione di un film con protagonisti i loro pari e i vissuti legati al bullismo, sempre per favorire la sensibilizzazione al fenomeno attraverso un’attività che potenzi il rispecchiamento.

All’interno dell’istituto verrà creato uno Sportello d’Ascolto, servizio offerto per cogliere il disagio del singolo e la quantità di domanda all’interno dell’istituto. Lo Sportello d’Ascolto si propone come spazio per accogliere tutte le richieste tipiche di questa fascia evolutiva ed eventuali dubbi e preoccupazioni, in un’ottica di promozione del benessere e prevenzione del disagio. Tale servizio, assolutamente anonimo, sarà offerto a tutti gli allievi facenti parte dell’istituto e  sarà attivo per l’intero anno scolastico.

 

TEMPI

 

L’intero progetto è della durata dell’anno scolastico, per cui 10 mesi.

 

RISORSE

 

2 psicologi clinici e 1 psicologo dello sviluppo;

intero corpo docente;

operatori scolastici;

supporti didattici di vario genere;

questionari;

lavagna a fogli mobili;

videoproiettore;

supporti tecnici per il montaggio del video;

aule; aula magna della scuola; aula multimediale; aula musicale.

 

RISCHI

 

Scarsa disponibilità di risorse economiche e materiali; scarsa motivazione del target cui è rivolto il progetto; scarsa condivisione degli obiettivi del progetto; scarsa coesione del team.

 

VERIFICA E VALUTAZIONE

 

La  verifica verrà attuata in 3 step successivi, ossia, inizio, fine e follow up del progetto attraverso: la somministrazione del test anonimo per gli insegnanti; i colloqui individuali con tutti i componenti del corpo docente; l’adesione allo Sportello d’Ascolto; la buona riuscita del laboratorio musicale.